Insufflaggio termico e FAQ: tutto quello che ti serve sapere

Per insufflaggio termico si intende la particolare tecnica impiegata per isolare gli immobili, e in particolare alcuni spazi precisi.

Per insufflaggio termico si intende la particolare tecnica impiegata per isolare gli immobili, e in particolare alcuni spazi precisi. Si tratta delle intercapedini, quindi gli spazi vuoti come i controsoffitti, gli spazi chiusi e ancora le superfici piane, come ad esempio i solai del sotto tetto. Che sia impiegato in immobili residenziali o in unità di produzione, l’insufflaggio termico è la scelta ideale in quanto l’isolante utilizzato è ignifugo, naturalmente antimuffa, e resiste ai tarli, ai patogeni e ai roditori. Il rapporto tra il costo e il rendimento infine è molto vantaggioso, essendo basso il primo e alto il secondo.

Utilizzare l’insufflaggio termico come tecnica di isolamento, rappresenta un innegabile vantaggio rispetto ad altre tecniche, e in particolare per quanto riguarda:

  • costi: che sono inferiori e non prevedono quelli tecnici da corrispondere al Comune;
  • tempi: che sono più rapidi;
  • invasività: che è minima e lascia l’ambiente pulito e subito abitabile, e soprattutto non sottrae spazio vivibile;
  • semplicità di realizzazione: perché non sono necessari particolari permessi per procedere;
  • luoghi di intervento: in quanto può essere impiegato anche in un solo appartamento all’interno di un condominio più ampio;
  • convenienza: in quanto beneficia di detrazioni e agevolazioni fiscali.

 

La particolarità dell’insufflaggio termico, in cui ‘Ecoisolamentotermico.it’ è specializzato, è la sostenibilità dei materiali. Impieghiamo infatti solo materiali biologici e naturali al 100%. Tra questi annoveriamo la lana di vetro mineralizzata, perfetta per l’isolamento delle intercapedini delle pareti e  dei sottotetti. Questo materiale si ottiene a partire dal vetro riciclato, ponendosi quindi al vertice del recupero sostenibile, e ne contiene ben il 90% sul totale.

Il suo colore, tipicamente sul bianco, deriva dal particolare processo di lavorazione che non utilizza leganti.

Questo trattamento dona alla lana di vetro mineralizzata alcune proprietà sfruttate proprio per l’isolamento, tra cui le più importanti sono certamente:

  • la resistenza al passaggio del vapore acqueo;
  • una conducibilità termica pari a 0.034 W/mK;
  • la perfetta resistenza al fuoco espressa dalla certificazione EN13501, che la fa rientrare in classe A1, corrispondente ai materiali non combustibili.

 

Tra le proprietà più determinanti nella scelta di questo materiale vi è infine la classe di assestamento che rispetta la norma EN14064-1 e si colloca al vertice ‘S1’. Questa sigla particolare significa che anche dopo 25 anni dall’installazione, il materiale che si trova nell’intercapedine in pratica resta lo stesso, non essendo misurabile il suo abbassamento in quanto inferiore all’1%.

 

I motivi per cui scegliere l’insufflaggio termico per isolare casa sono molteplici, e sommati rappresentano la scelta migliore in determinate situazioni.

L’insufflaggio termico infatti è la strada ideale quando si ha necessità di isolare un ambiente in modo non invasivo, per poterci abitare da subito, contenere i costi e quando altre tecniche (come potrebbe essere il cappotto termico) non possono essere impiegate. In particolare questa soluzione rappresenta la scelta perfetta per eliminare l’umidità, causa anche di muffe pericolose per la salute, negli ambienti in cui si vive.

Il motivo è che l’insufflaggio termico funge da quello che si definisce ‘volano igrometrico‘, cioè da strumento che abbatte l’umidità.

L’insufflaggio termico, come tecnica di isolamento, si può impiegare in tutti quegli edifici, sia di natura abitativa sia con scopo produttivo, in cui siano presenti:

  • pareti vuote (intercapedini) che abbiano uno spessore di almeno 5 cm;
  • sottotetti, che siano calpestabili o meno.

Una delle domande più poste riguardo i lavori isolamento con insufflaggio termico riguarda lo stato della casa durante il lavoro stesso. È necessario sgomberare l’abitazione mentre si procede con l’installazione? La risposta è no, le stanze in cui deve essere predisposto l’insufflaggio termico non devono essere necessariamente sgombrate. L’unica accortezza sarà quella di staccare il mobilio dalle pareti da isolare di qualche decina di centimetri.

La durata di un lavoro di isolamento tramite insufflaggio termico si deduce dalle certificazioni che gli vengono rilasciate e alle quali si adegua. Per fare un esempio molto concreto e pratico, il materiale usato per l’insufflaggio termico risponde alla norma europea EN 14064-1 e si colloca nella categoria di prima classe S1. Questo vuol dire che per almeno 25 anni dal lavoro, se eseguito correttamente, non ci sarà una modifica misurabile nell’assestamento del materiale, essendo questo inferiore all’1%. Quindi la risposta alla domanda è positiva, e fa dell’insufflaggio termico un lavoro che dura nel tempo, e questo è attestato anche dai requisiti CAM, acronimo di Criteri Ambientali Minimi.

L’intervento di insufflaggio termico che si impiega per l’isolamento degli spazi abitativi, richiede pochi e semplici passaggi, tanto che in un solo giorno è possibile completare l’opera. Naturalmente questa dovrà essere svolta a regola d’arte, e quindi i vari passaggi, benché teoricamente semplici, possono essere realizzati solo da professionisti esperti e certificati. Questi prevedono, nel caso delle intercapedini:

  • un sopralluogo preventivo di ispezione delle intercapedini da isolare per verificare l’assenza totale di altri materiali isolanti precedentemente impiegati;
  • la bonifica di eventuali residui o detriti di cantiere gettati nelle intercapedini in fase di costruzione;

una prima applicazione di forellini sul muro da isolare, in modo che distino l’uno dall’altro circa un metro, e ciascuno circa 15 cm. dal soffitto.

Se lo spazio da isolare invece è un sottotetto, il lavoro sarà ancora più semplice, e prevederà il deposito del materiale direttamente nel sottotetto, dopo che sia stato reso dello spessore giusto.

Tra le caratteristiche che rendono interessante e sempre più scelto l’insufflaggio termico c’è senza dubbio la possibilità di usufruire di incentivi e detrazioni fiscali se impiegato con materiali eco sostenibili. Tra questi vi è la fibra di cellulosa, che usufruisce del cosiddetto ‘Eco bonus‘. Questo incentivo permette di detrarre fino al 65%  dei costi per i lavori, semplicemente prestando attenzione ai parametri richiesti dalla legge. Tra questi vi è il valore di isolamento minimo.

Tutto quello che serve è rivolgersi ad una ditta specializzata e certificata, che possa effettuare un sopralluogo per valutare l’entità dei lavori e l’importo della detrazione utilizzabile.

La procedura prevederà:

  • la perizia di un tecnico con abilitazione;
  • la trasmissione di tale relazione all’ENEA entro 3 mesi dalla sua stesura;
  • il rispetto rigoroso delle modalità di trasmissione della documentazione, da effettuarsi in via telematica;
  • l’APE, cioè l’Attestato della prestazione energetica;
  • una descrizione esaustiva dell’intervento da eseguire;
  • la corresponsione dei pagamenti (anche quelli previsti per i tecnici) da parte del committente tramite bonifici con causale dedicata.

 

Come ogni intervento nel campo dell’edilizia e della ristrutturazione, anche quello previsto per l’isolamento tramite insufflaggio termico prevede, a lavori ultimati, il rilascio di una certificazione, che è di natura duplice.

Da un lato la ditta che ha eseguito i lavori certificherà il corretto svolgimento degli stessi, condizione anche necessaria per la richiesta di detrazioni fiscali. Dall’altro la certificazione sarà, come per ogni lavoro, attestazione di garanzia rispetto all’isolamento.

I tecnici professionisti che operano nel settore delle ristrutturazioni e dell’edilizia in generale, possono trovarsi nella situazione di poter consigliare i propri clienti sul tipo più efficiente (e conveniente) di lavoro da svolgere. È il caso proprio dell’isolamento termico. Chi svolge questo mestiere conosce bene sia le procedure idonee a poter poi chiedere una detrazione fiscale, sia le caratteristiche che deve avere un immobile (residenziale o produttivo) a seconda del tipo di intervento.

Così, il tecnico, potrà suggerire ai propri clienti l’insufflaggio termico come tecnica di isolamento se:

  • si ha bisogno di migliorare la prestazione energetica che sarà poi certificata dall’APE;
  • oppure si vuole ottenere un isolamento termico ma anche acustico per via delle specifiche condizioni dell’unità abitativa (posta magari in un centro abitato molto rumoroso);
  • ancora, si desidera abbattere i costi in bolletta per le spese energetiche di riscaldamento e raffrescamento.

Il tecnico dovrà poi specificare le due caratteristiche salienti di questo tipo di isolamento. Da un lato l’abitazione potrà anche essere l’unica ad usufruirne in un intero condominio, condizione per nulla ostativa; dall’altro però l’abitazione da isolare dovrà necessariamente presentare delle intercapedini.

 

Tra tutte le figure che hanno il polso delle situazioni condominiali, gli amministratori sono di certo i più indicati. Un condominio, a fronte dei tanti benefici che può offrire, rappresenta anche un possibile focolaio di screzi tra vicini. Di certo il rumore, che a volte può essere davvero di disturbo, è il fattore di stress più lamentato da chi deve condividere spazi ravvicinati. In questa situazione, soprattutto quando gli appartamenti sono numerosi e il bilancio dell’assemblea non è prospero, l’insufflaggio termico per l’isolamento può essere proposto dall’amministratore del condominio come soluzione ottimale. Infatti l’insufflaggio, oltre a garantire un isolamento termico, permette anche di eliminare i rumori. Oltre tutto, i lavori necessari non prevedono ponteggi e impalcature e sono realizzabili sulle singole unità anche senza delibera unanime dell’assemblea e in breve tempo. Nei condomini afflitti da problemi di rumore, l’insufflaggio rappresenta la scelta più adeguata.

 

 

Quando si pensa di rivolgersi ad una ditta specializzata per un lavoro di isolamento termico o acustico tramite insufflaggio, la prima cosa di cui si avrà bisogno è un preventivo accurato.

Ci sono alcuni dati che servono necessariamente affinché la ditta possa proporre un costo di stima il più veritiero possibile. Tra questi rappresentano la priorità:

  • le dimensioni (per estensione) della superficie che andrà isolata:
  • la profondità dell’intercapedine.

 

Fornire questi dati, anche in via preliminare, serve per ottenere un preventivo realistico, e potrà essere anche la ditta stessa tramite sopralluogo a

Per misurare le superfici che andranno isolate, occorrerà calcolarne l’area. Per ogni superficie da misurare si dovrà quindi rilevare l’altezza e la lunghezza. In questo calcolo non vanno mai esclusi spazi quali finestre, porte finestre e porte.

 

L’intercapedine è lo spazio vuoto presente nei muri, che contiene però aria che si sviluppa in senso verticale. Poiché l’intercapedine mantiene la stessa dimensione lungo tutto lo spazio nel quale corre, per misurarla si potranno prendere le misure negli spazi accessibili. Questi possono essere:

  • gli alloggi dei vari impianti (come quello del gas o del riscaldamento): si potrà guardare ad esempio lo spazio in cui si trova l’allaccio del tubo del gas);
  • i cassoni che contengono gli avvolgibili delle serrande, considerando che se la finestra è del vecchio tipo si potrà anche guardare ai lati dei cassoni, che in genere sono aperti.